venerdì 26 dicembre 2008

C'è bisogno di concretezza.

GIOVANI COMUNISTI CASTELFIORENTINO

COMUNICATO STAMPA SULLE POSIZIONI EVERSIVE DELLA DESTRA A CASTELFIORENTINO

I Giovani Comunisti di Castelfiorentino notano i continui attacchi del PdL verso la popolazione straniera: attacchi inutili, razzisti, volti soltanto a fomentare l'odio, e non a ricreare situazioni di sicurezza.

L'accostamento degli stranieri alla parola "delinquenti", facendo di tutta l'erba un fascio, nei comunicati della destra e dunque di fronte all'opinione pubblica, è una risposta senza senso ai problemi della gente. E soprattutto ci mostra una reazione sclerotica del PdL, che non sa che altro dire se non i soliti luoghi comuni.
Ma a questo razzismo nazionalpopolare e irrazionale ci stiamo abituando - ed è questa la cosa peggiore.
Significativa è oggi, invece, la piccola guerra mediatica sulle "novità" che l'amministrazione comunale castellana ha recentemente introdotto. Dopo due anni di silenzio, la destra esce e protesta; alcuni nostri iscritti e simpatizzanti hanno scritto più volte personalmente, e più volte il mensile ViceVersa ha riportato sulle sue pagine, i problemi causati dalla mancanza delle sala di aspetto nella stazione ferroviaria:

http://viceversa.megablog.it/item/castello-in-felix

http://viceversa.megablog.it/item/castelfiorentino-cosa-c-e-cosa-non-c-e-cosa-non-c-e-piu

http://viceversa.megablog.it/item/l-iniziativa-di-an-sull-ospedale

http://viceversa.megablog.it/item/amministrativi

http://viceversa.megablog.it/item/palliativi-castellani

http://viceversa.megablog.it/item/le-false-pari-oppurtunita

http://viceversa.megablog.it/item/lettera-da-castelfiorentino

http://viceversa.megablog.it/item/ferragosto-e-dintorni-le-ultime-notizie


Se la destra attacca l'amministrazione, lo fa con lo stesso peccato di cui accusa il partito di maggioranza, il PD: per futile pubblicità.

La nuova pavimentazione del "piazzale" non risolve i problemi della popolazione? Ma nemmeno le telecamere risolvono i problemi sociali, li evidenziano sulle strade, lasciando andare tutte le problematiche che abbondano, invece, dentro le case.
Meno repressione, più prevenzione e più servizi sociali!

La stazione ferroviaria non ha la sala d'aspetto? Non riusciamo a vedere cosa, il centrodestra, abbia da recriminare, visto che la privatizzazione delle ferrovie di Stato e la riabilitazione di servizi al cittadino (come biglietterie, trasporti, sale d'aspetto) tramite sinergie completamente private, è uno dei loro cavalli di battaglia.
E noi comunisti abbiamo sempre messo in guardia dal fatto che non funzionassero, queste sinergie private, nel soddisfare a pieno i bisogni ed i servizi al cittadino.
Se ne esce fuori solo oggi, la destra, su questi problemi: alza la voce e reclama. Ma non dà una seria alternativa all'imbuto speculativo delle grandi aziende private, né ai problemi sociali che loro stessi acuiscono, con l'odio razziale e la crisi che sistemi economici come quelli che il PdL attua, hanno provocato. L'unica soluzione è la repressione dei diversi, dei piccoli criminali, della povera gente? La risposta alla "pubblicità" del PD è altra pubblicità?

C'è bisogno di concretezza.

Già lo scorso mercoledì, PRC e GC hanno inviato una lettera (in forma per adesso privata) alle Ferrovie dello Stato SpA per sottolineare "l'emergenza freddo" per la mancanza della sala di aspetto; emergenza che va avanti da un paio di inverni! Questo non ci ha autorizzato a perdere tempo e sparare sull'amministrazione, che, evidentemente e in modo personalistico da parte di alcuni e non di tutti, ha davvero colto al balzo un'iniziativa privata per farne campagna pre-elettorale.
Abbiamo preferito, invece, agire sul concreto.
Sono circa 5000 le famiglie coinvolte nella sequela di cassintegrazioni e licenziamenti che già sono iniziate nella Valdelsa, nel settore camperistico e nel suo indotto (solo per citare uno dei maggiori problemi lavorativi locali).
Ragazzi come noi che hanno perso il loro primo, precario lavoro, ragazzi come noi che si trovano senza regali di natale e coi padri a casa senza lavoro.

Il PRC ha iniziato la distribuzione di alcuni generi di prima necessità (pane, pasta) a prezzi di costo per i produttori locali.
Come Giovani Comunisti, stiamo preparando gruppi di scambio di libri usati per studenti di tutte le scuole, per garantire un minimo di cultura alla gioventù attaccata dalla Legge Gelmini-Tremonti.
Da gennaio apriranno varie Casse di Resistenza (come del resto già ci sono nella zona fiorentina) per chi perde il lavoro e chi è in gravi situazioni economiche. Cene e raccolte popolari andranno ad aiutare là dove il presente Governo non vuole arrivare (nemmeno con la fantomatica socialcard, che ha così tanti cavilli che in pochi potranno averla).
Solo misure sociali, di cui queste sono soltanto le prime e basilari, possono sradicare nella popolazione il senso di insicurezza, da un lato, e la necessità di commettere reati, che, sempre di più, colpisce la popolazione. Non sono purtroppo nuove le notizie di anziani sorpresi a rubare generi alimentari nei supermercati. Per loro e per tutti, non telecamere, nessun "Grande Fratello", ma sicurezza sociale!

Nei momenti di crisi i lavoratori e gli studenti si devono unire, non dividere!
La difesa delle città e dei paesi passa attraverso la difesa dei diritti di uomini e donne, lavoratori e studenti!

Coordinamento Circolo Giovani Comunisti – PRC – Castelfiorentino (FI)

mercoledì 17 settembre 2008

GRAVISSIMO ATTACCO ALLA SCUOLA PUBBLICA

Partito della Rifondazione Comunista
Dipartimento nazionale Scuola
GRAVISSIMO ATTACCO ALLA SCUOLA PUBBLICA

Il decreto legge del 1 Settembre è un ulteriore colpo del governo alla scuola italiana, perché estende la politica dei tagli indiscriminati inaugurata con la nuova finanziaria ed impone modelli regressivi, sulla scuola media ed elementare, il settore dell’istruzione che più funziona e che è modello internazionale per attenzione pedagogica e risultati formativi.
Nelle elementari infatti si prevede una riduzione dell’orario di lezione a sole 24 ore settimanali, la reintroduzione del maestro unico ed una situazione di fatto che emargina e colpisce il tempo pieno, una delle più avanzate conquiste pedagogiche e didattiche del nostro paese.
Ad una scuola educativa e formativa che accompagnava bambine e bambini nell’arco di tutta la giornata, fondamentale aiuto per tanti genitori, il Governo sostituisce un sistema selettivo e funzionale ad ulteriori disuguaglianze sociali.
Il decreto determinerà un arretramento qualitativo del sistema scolastico, privando la scuola pubblica statale del contributo di tanti insegnanti specializzati, tagliando importanti servizi come la mensa e la frequenza pomeridiana, riducendo brutalmente le ore di sostegno. Chi sostiene che tali servizi verranno coperti dai Comuni, dice una falsità perché non tutte le amministrazioni locali saranno in grado di coprire tali costi. Vi saranno quindi forme di “parcheggio” per bambini con un basso livello di assistenza e nessun valore educativo.
L’attacco agli insegnanti meridionali, il ripristino del voto di condotta e del grembiulino non sono stati altro che un polverone per coprire un progetto più ampio di dismissione del sistema scolastico pubblico statale. Si fa sempre più palese il vero obiettivo: la riduzione di docenti della scuola pubblica statale attraverso l’aumento degli alunni per classe e la svendita dell’istruzione al mercato per ottenere cospicui risparmi utili al sostegno delle politiche demagogiche del governo Berlusconi.
Per contrastare questo disegno è necessario sviluppare la più ampia mobilitazione che coinvolga accanto al personale della scuola, studenti, genitori, associazioni, sindacati, forze politiche della sinistra e tutti coloro che hanno a cuore la funzione che la Costituzione assegna alla scuola pubblica .
Il P.R.C. si impegna a sostenere tutte le forme di mobilitazione per costruire un grande movimento di opposizione che imponga al governo il ritiro di questi provvedimenti.

mercoledì 27 agosto 2008

Caro libri per la scuola, al sud il 25% degli studenti smetterà!

Scuola, denuncia dei consumatori
Caro-libri: anche +40% del 2007

di FRANCESCA GUINAND

http://www.repubblica.it/2006/09/sezioni/scuola_e_universita/servizi/caro-scuola/aumenti-libri/aumenti-libri.html



ROMA - La scuola tra poco riapre i battenti ma quest'anno saranno più sconfortati i genitori degli alunni. I prezzi dei libri, infatti, quest'anno hanno raggiunto nuove vette. Non bastano l'Antitrust e i tetti limite del ministero: sette scuole su dieci per il biennio superiore sfiorano i budget stabiliti. E i libri per le scuole medie costeranno il 20% in più rispetto al tetto previsto dai decreti ministeriali. Ma alcune famiglie dovranno spendere addirittura il 30-40% in più rispetto al 2007. E' la denuncia del Dipartimento Junior del Movimento difesa del cittadino, che alle porte di settembre ha presentato l'indagine annuale sui costi dei testi per medie e superiori in quattro città italiane: Milano, Bologna, Roma e Palermo. "Abbiamo calcolato una spesa media di 1.500 euro per i 5 anni di un liceo classico e di 835 euro per un professionale" spiega Silvia Landi di Adiconsum "senza contare però la spesa per vocabolari e altre aggiunte". Previsioni che più o meno coincidono con la ricerca del Movimento difesa del Cittadino: a Roma uno studente del classico in cinque anni spende circa 2.100 euro, quindi 600 euro in più rispetto al tetto stabilito dal ministero. E da oggi, la Guardia di finanza ha avviato i controlli a tappeto nelle librerie di otto città per verificare l'adeguamento dei prezzi alle disposizioni dell'Antitrust.

I consigli per risparmiare. Visto l'aumento, l'unica soluzione è cercare di risparmiare. "La prima cosa è scovare i mercatini dell'usato: qui si può risparmiare anche il 30% e magari si riesce a vendere qualche libro vecchio" consigliano dall'Adiconsum. Altra cosa da fare, spiegano dall'associazione dei consumatori, è informarsi nelle scuole: per le famiglie con un reddito inferiore ai 15 mila euro ci sono delle agevolazioni economiche, come per i più meritevoli, che possono recuperare dei bonus da spendere in libri di testo. Anche per la Mdg Junior ci sono delle scorciatoie per abbattere il caro-libri. "Non comprate subito i testi - consiglia Rosi Battaglia, curatrice della ricerca - sopratutto per i primi anni delle medie e del biennio superiore, conviene aspettare che l'anno sia iniziato e controllare: primo, se i libri saranno effettivamente utilizzati e secondo, aspettare che il Ministero verifichi il tetto massimo di spesa". In più Battaglia ricorda che i libri si possono anche noleggiare, risparmiando anche fino al 50% in meno.


I rincari per le scuole medie. Il caro-libri peserà anche sulle scuole medie. Nelle secondarie inferiori pubbliche di Milano, Bologna, Roma e Palermo, nel 2008 tutte le scuole campione sfondano il tetto ministeriale di spesa, con aumenti dal 10% al 20%. In particolare, la differenza delle variazioni va dall'8-10% di Roma e Bologna, al 16% in più di Milano e al 20% in più di Palermo. Il conto può risultare ancora più salato se si considerano i costi dello scorso anno scolastico: per Mdc Junior c'è stato un incremento medio del budget per la dote libraria, sia per Palermo che Milano del 20%. Inoltre, bisogna calcolare e aggiungere il costo dei libri consigliati (come dizionari, atlanti e supporti cd rom) che, se non presenti già in casa, vanno a sommarsi alla consistente cifra di circa 580/630 euro a triennio, con somme a partire dagli 80 euro a singolo testo.

Aumenti per le scuole superiori. Anche per le superiori dal dossier emerge il dato che la maggior parte delle scuole - oltre il 50% - non è riuscita ad adeguare per tempo ai tetti di spesa ministeriale il costo complessivo dei testi in adozione. Sono, comunque, da segnalare dei miglioramenti rispetto allo scorso anno: in alcune scuole superiori a Palermo e Milano sono stati ampiamente rispettati i budget nei limiti prefissati dal ministero. Mentre permangono i casi eclatanti, come a Roma, dove a molti genitori capiterà di dover sborsare, per il quinquennio al liceo classico del proprio figlio, ben 2.100 euro, oltre 600 euro sopra il tetto stabilito dal ministero. Per quanto riguarda i licei scientifici, si nota un allineamento generale alla tabella di viale Trastevere, con una diminuzione delle forti escursioni dello scorso anno.

Gli istituti tecnici. Dai rilevamenti effettuati sugli istituti tecnici, rimangono grandi differenze da una città all'altra, ma si può invece notare, in generale, una forte diminuzione dei budget, soprattutto rispetto allo scorso anno. Tutti i campioni rilevati da Mdc Junior superano il tetto di spesa ministeriale, ma rimangono entro il 10% di aumento, tranne l'eccezione di Milano, con quasi 300 euro in meno rispetto alle indicazioni. Valutando poi i costi del biennio comune a tutti gli indirizzi, in media 7 scuole su 10 non rientrano nei parametri di legge con variazioni dal 4 al 23% in più. Anche se appare, finalmente, qualche scuola virtuosa: il biennio tecnico a Milano che può delinearsi a quota 287 euro, contro i 460 euro del tetto ministeriale e quasi la metà di Roma e Palermo per lo stesso indirizzo, o come il ginnasio classico palermitano che risparmia oltre 200 euro rispetto al budget previsto.
(26 agosto 2008)